Abitudini sbagliate, a cui non facciamo caso, stanno uccidendo gli animali del mare. Non parliamo di chi riversa in mare buste di plastica, mozziconi di sigarette, e immondizia varia; non parliamo dell’ormai nota necessità di ridurre l’uso di oggetti in plastica, ma ecco cosa succede in mare se non prendiamo l’abitudine di tagliare in due i cerchietti che circondano i tappi – in plastica – delle bottiglie di plastica.
Oppure, se non tagliamo l’involucro delle lattine, che molte volte, diventano trappole mortali per uccelli, tartarughe, pesci e via dicendo.
Cosa significa questo? Che tartarughe, pesci, foche, uccelli marini, ma anche altri animali continueranno ad essere sempre più vittime dei nostri rifiuti.
Un disastro ambientale che ha contribuito all’inquinamento plastico degli oceani e che mette in pericolo la vita marina e terrestre.
Ancora oggi, infatti, gli animali continuano a fare i conti con gli anelli di plastica. Nel migliore dei casi riescono a liberarsi da soli, ma più spesso restano impigliati o peggio soffocati. Quando non muoiono di fame.